ARS Movimento Culturale

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Astratto e Informale mini-personale

6-12 Aprile ~ Galleria Pentart

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"Quando un'opera d'arte riesce ad emozionare, possiamo dire che l'artista è riuscito a trasmettere la sua sensibilita'  "

 

Galleria Pentart - vicolo de' Cinque, Trastevere, Roma

 

Zafiroula Antonatou, Ana Maria Cepoi, Mariella Costa, Vittorio D'Ascia, Elena Ducu, Giovanni Mangiacapra, Antonella Mascia, Roberto Scarioni e Sandra Statunato, ognuno con la propria cifra stilistica e personalità, hanno creato opere che ci emozionano e ci avvicinano ai loro mondi, così diversi gli uni dagli altri.

Le opere di Zafiroula Antonatou ci trasportano in un mondo di sentimenti forti, incastonati nella trasparenza del vetro che conferisce alle composizioni un carattere evanescente ed instabile.

Astratto e figurativo convivono nell'arte di Ana Maria Cepoi, dando vita ad opere enigmatiche inondate di luce, in cui si muovono esseri filiformi provenienti da mondi lontani.

Decisamente terrene sono invece i corpi femminili di Antonella Mascia, sensuali ed intriganti, strumento di comunicazione, capace di suscitare sensazioni e portare all'introspezione.

La donna è protagonista anche nelle sculture di Mariella Costa che raffigurano dee arcaiche e madri premurose, custodi dell'universo femminile e dei suoi segreti.

Luce e colore danzano nelle opere di Elena Ducu, e ci invitano a far parte di un mondo vivace e passionale, creato da tasselli di vita in perenne divenire.

Atmosfere fiabesche cariche di valenze simboliche improntano anche l'arte di Sandra Statunato, un'arte naif che guarda ai grandi Maestri francesi del Pointillisme, anche se il “punto” nelle opere dell'artista assume sfacciatamente vita propria.

Quella di Vittorio D'Ascia è invece una materia “cosmica”, carica di valenze segniche, che imprigiona uomini e donne in un abbraccio atavico.

Attraverso l'uso di oggetti quotidiani, decontestualizzati e ricontestualizzati per assurgere nuova vita, Roberto Scarioni realizza le sue opere, caratterizzate dalla forza del colore, mentre il rapporto tra Uomo e Natura dal punto di vista ecologico, impronta i lavori di Giovanni Mangiacapra, caratterizzati da un cromatismo violento ed emotivamente destabilizzante.